Lentamente il tempo trascorre e si consuma come la cera delle candele che al calar del sole illuminano le stanze della casa di Collegalli. In due anni si è formata una comunità, che forse è qualcosa di più di una semplice Parrocchia, forse al suo interno davvero si respira l’aria di una piccola famiglia. Una famiglia pronta ad accogliere anche chi, nel viaggio della propria vita cerca un posto dove fermarsi e mettere le proprie radici.
Un caldo abbraccio ha accolto chi tornava da mesi di combattimento, chi ha rischiato la propria vita per permettere ad altri di poterne costruire una propria e con lui, con l’Eroe di Lucca sono tornati, tronfi del proprio successo anche il branco di cacciatori che vi ha malamente accolto nell’insediamento a Collegalli. La Feuer Truppe, una banda di Cacciatori di Morti senza scrupoli, che ha fin da subito fatto sentire il proprio pugno di ferro, la propria arroganza nel delimitare distanze e punti di contatto, che ha fatto sentire il peso delle diversità, che fanno di Collegalli un centro di ricchezza culturale, non semplice da trovare nel cuore del Sanctum Imperium.
I problemi, le incomprensioni, i ricatti, le vecchie paure sono tornate a galla, nere come la notte, scure come il colore delle camice che contraddistingue gli uomini di Carità. Così il tempo è stato scandito dal terrore di un attacco mortale e dalle tensioni generate da divergenze cromatiche e culturali. Caratteri forti che si scontrano, occhi e orecchi che scrutano la notte in attesa del peggio. Rabbia e paura. Odio e amore, una notte segnata da emozioni forti.
Tutto questo per giungere all’alba stanchi e stremati, come se fosse stato tutto pianificato, messo in conto dalla malefica mente di chi, alle vostre spalle, stava architettando la vostra fine.
Un’esplosione ha dato il via al nuovo giorno. Un boato che ha aperto un varco verso la vostra casa, se non fosse stato per un’intesa con i membri della Feuer adesso chi sa quale sarebbe il destino dei vostri combattenti.
Finalmente un capitolo si chiude, una triste storia arriva al termine, un termine che non è stato per niente facile da raggiungere, ma dove adesso si può mettere la parola FINE. Con la morte di Barabba, capo dei Sant’Eccidio, è finito l’incubo di chi vi perseguitava, di chi, con mezzi subdoli e malvagi, ha più volte cercato di porre fine alla vostra famiglia. Adesso è morto. Adesso non vi farà più del male. Ma non è andato via senza lasciare un segno della sua malignità.
Il colera.
Come se le ferite, i morsi e la fatica non fossero sufficienti a rendervi vulnerabili l’eredità di Barabba è stata una pestilenza, che un morto ha portato infettando i combattenti e generando così il panico. Costretti a far diventare la Casa del Signore, un luogo per contenere la malattia vi siete resi conto che a difendere la casa non c’era poi così tanta gente, non c’era chi aveva l’esperienza giusta per difendere le vite di tutti.
Un solo medico. Questo è il problema! Un solo medico, stanco e adesso anche a rischio di vita, ma ancora una volta la Feuer vi ha salvato. Ha portato il vostro allarme a San Miniato e ha promesso che sarebbe tornata con le cure per chi ne aveva più bisogno. Avete affidato la vita dei vostri cari in mano a Gaetano, che tutti avete dipinto come un mostro, ma che ha combattuto come un eroe, anche se non sapete se lo ha fatto per voi o per salvare la propria vita.
E venne il tramonto e mentre il sole tingeva di rosso le colline, la speranza di sentire il rumore di una jeep si faceva strada tra le menti di tutti. Così, prima che la luna prendesse con prepotenza il posto del sole quel rumore meccanico annuncia l’arrivo della cura. Una nuvola di polvere accompagna il frastuono del motore e poco dopo Iperio Ghetti, Franca Carità e Omero sono sul piazzale di fronte alla chiesa. Il capitano Carità ha lo sguardo torvo di chi porta con se solo problemi, gli occhi dei suoi uomini non incrociano il suo sguardo, come se un timore percorresse le loro menti. E’ palese il rapporto che c’è tra loro, timore reverenziale. Vittorio Baccani le si avvicina e con fare fermo gli spiega la situazione. Poi un cenno e il medico della Feuer fa il suo lavoro. Lentamente tutti vengono fatti uscire dal lazzeretto tranne Adriano, Leonardo e Felipe. Per loro la cosa sembra più complessa, loro hanno il colera. Le parole di Franca, dopo aver parlato con Omero, risuonano nel silenzio della notte <<Dieci lire a testa per comprare la cura, tranne che per lo spagnolo!>> Parole di disprezzo, dette con la rabbia tra i denti. << Con lo spagnolo voglio parlare di persona, dovrà darmi un valido motivo per aver salva la vita!>> lo sguardo fermo, i pugni chiusi, di chi sta trattenendo qualcosa di grosso. Il clima è cambiato. La presenza del capo ha messo in agitazione la Feuer, che si è ricomposta e ha ripreso un atteggiamento di distacco nei vostri confronti. Adesso sono tutti sull’attenti, in attesa di un comando. Carità attende. Attende di poter parlare con Felipe e nel suo sguardo si legge chiaro un messaggio “qualunque cosa accada io non temo la morte” ed è questa certezza che la rende distante dalle emozioni di cui tutti voi vi nutrite per andare avanti.
Lunedì mattina molto presto vi trovate tutti sul piazzale della Chiesa. Il rumore del motore della Jeep della Feuer vuol dire una sola cosa: la partenza di Martina e Alessio. Tutti, uno ad uno li salutate. Ma questa volta siete certi che non si tratterà di un addio, ma di un arrivederci, un arrivederci a presto. Negli occhi di tutti c’è la speranza e l’augurio di vederli tornare portando con loro il frutto del loro amore.