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Deadlands: Joe Cap.3 Destino Crudele

Cap. 3 Destino Crudele

Lanterne a est in avvicinamento, lanterne a ovest ferme. Intorno pezzi di quelle che una volta erano carrozze -Avremo visite fra poco!- dobbiamo prepararci ad accoglierle, improvviso una rudimentale trappola per quando saranno più vicini. Con gli occhi ormai abituati all’oscurità, le braci sono sufficienti per vedere Will e Sam che stanno piazzando la mitragliatrice e Mary che si appostata sul lato di uno dei vagoni ribaltati, un paio di cenni e concordiamo un segnale per spegnere le loro lanterne al momento giusto.

3…2…1…BLAM-BLAM…BLAM-BLAM, quattro colpi precisi e sono al buio, non si mettono a correre come speravo e non inciampano nella corda che avevo teso a mezz’aria, piano B, non sempre le cose vanno come ti aspetti ma a me non interessa, la corda è imbevuta con l’ultima bottiglia di Whiskey rimasta, appena la vedo flettere le do fuoco, non fa una grande vampa ne si accende così velocemente, ma illumina. Li illumina tutti, venti uomini in riga pronti per l’esecuzione.

Loro cominciano a sparare a caso, noi cominciamo a sparare a loro, dopo pochi secondi l’unica cosa che si sente sopra gli spari e gli echi e la voce di Will -1…2…1…2…1…2…1…2…1…2…1…2…- tiene il tempo per non far inceppare la gatling, e anche quando succede, alla fine del caricatore, lui continua a urlare per un po’ -1…2…1…2…- per fortuna non è rimasto nessuno in piedi.

Cerco Mary con lo sguardo, la trovo, lei si indica gli occhi, poi indica nella mia direzione, due cadaveri a meno di dieci piedi da me, probabilmente mi avrebbero ucciso anche sparando alla cieca, mi volto inclino la testa sollevo il cappello, come si addice a un gentil uomo per salutare una signora. Ci scappa un sorriso.

Arrivano dall’altro lato, da ovest, carri a vapore, come treni che non hanno bisogno di rotaie, fino ad oggi ne avevo solo sentito parlare, sono imponenti, ma soprattutto sembrano inespugnabili, protetti come sono da legno e metallo. Si fermano di fronte al vecchio, che ha in mano una torcia abbozzata e una miccia -Scendete o faccio saltare tutto, Tin, BASTARDO! Vieni fuori!- Forse sta bluffando, forse quella miccia non va da nessuna parte, ma i miei dubbi non contano, loro si fermano, il silenzio, solo il lieve sbuffare dei fumaioli che svettano dai tetti dei carri.

Will è sparito, come io e Mary lo siamo per Sam. Acquattati nell’ombra scrutando per un punto debole in attesa del momento migliore per sferrare un attacco, d’improvviso un lato del secondo carro si apre esce una persona; che il bastardo sia cosi sicuro di se da scendere dalla sua cassaforte per discutere? Non c’è tempo per pensare, vedo Mary sgattaiolare fuori e entrare da dove poco fa è uscito il tipo, la porta si chiude alle sue spalle; io nel frattempo monto sul tetto, se non sono troppo diverse da una locomotiva, tappando il fumaiolo la caldaia dovrebbe esplodere, o almeno smettere di funzionare. Mentre cerco di procurarmi un sacco di sabbia a modo mio, noto qualcosa svettare dalla parte posteriore del carro, come già avevamo intuito hanno spostato il cannone dal treno a qui.

Ho vinto, lascio le carte e trovo il sacco dove concordato: nelle mie mani, mi avvicino al fumaiolo e lo lascio cadere…

BANG! il tipo con cui stava parlano Sam spara

BANG! BANG! Due colpi sotto i miei piedi

RATATATA! Lampi di fonte al primo carro, il tipo che ha sparato al vecchio casca

CRUSH! Will strappa la porta del carro davanti a noi entra, e fa rotolare fuori qualcosa o qualcuno

Fumo…da sotto, da dentro, apro una botola sul tetto e vengo investito, è denso, acre; colpi di tosse, mi tiro il fazzoletto sulla faccia entro e la cerco, la trovo! Mentre cerco di issarla per farla uscire mi rendo conto che il retro del carro è aperto, usciamo da li, è più facile. Manuleck! sono un idiota, ho fatto tutta questa strada per abbandonarlo alle fiamme, rientro e lo trovo quasi subito, appoggiato su un piccolo mobile. Scendo -Hei Mary mi sa che Tin se davvero era qui sopra, c’ha abbandonato diverso tempo fa chi se lo aspettava che avesse il retro completamente…- non finisco la frase lo sguardo di lei è fisso davanti, impietrito, alza il braccio destro e indica poco più avanti, mi scosto da dietro il carro e lo vedo, Sam è in piedi barcollante, come sostenuto da una mano invisibile, dietro la sua spalla, un sorriso luccicante inconfondibile, Tin.

Uno scambio di battute rapido, nel tentativo di temporeggiare per trovare una soluzione, tutto fallisce, ma non la dinamite nel taschino della camicia di Sam, preso com’ero a cercare una soluzione non mi ero accorto che il vecchio ci aveva già pensato, doveva averla accesa con il sigaro che ancora gli pende dalle labbra, sorride, poi in un istante, il mio NOOOO si fonde con il boato della deflagrazione, un attimo prima due persone, un giusto e un bastardo, un attimo dopo solo un cappello bruciacchiato che atterra al suolo, rimaniamo li, impietriti finchè Will non ci desta del nostro torpore.

-Andiamo via! Non possiamo fare più niente!-

Scrollo Mary -Andiamo, o il suo sacrificio sarà stato inutile- montiamo sul carro a vapore conquistato dal prete/pugile che ci porta fuori di li, in un silenzio irreale riempito solo dallo sbuffare della caldaia, dalle ruote sul terreno, e dai colpi che rimbalzano che scandiscono un tempo che potrebbe essere infinito. Usciamo e ci lasciamo alle spalle tutto, portandoci dietro solo il ricordo di qualcuno che non doveva morire.

L’amaro in bocca, il senso d’impotenza e una testa d’uomo vecchia di chissà quanto fra le mani, ci fermiamo in silenzio, nessuno ha detto una parola da quando siamo montati qui sopra, non un suono oltre lo sbuffare e il cigolare di questo infernale macchinario. Recuperiamo il carro, i cavalli, Will con un tronco o una mazza, comincia a fare a pezzi il carro a vapore, Mary sta raccogliendo le sue cose, sembra l’ombra di ciò che ho conosciuto, sembra persa senza Sam.

Gioco un’altra mano sperando che sia migliore dell’ultima, vinco di un punto e non so nemmeno io cosa voglio chiedere, appoggio la testa dalle orbite vuote, Manuleck, a terra, e le calzo il cappello di Sam, se è vero che può richiamare gli spiriti di queste terre, allora può richiamare anche il vecchio, che un posto al di la se lo è guadagnato sicuramente.

-Maledetto vecchio, si Longshot Sam sto parlando con te, ti sembra il modo di andartene, di me e del prete capisco che non te ne freghi un cazzo, ma Mary, hai un idea del casino che hai combinato…cosa diavolo ti è saltato in mente. Pensi di potertene andare così, troppo facile! Senza un spiegazione senza un saluto…glielo devi, non la puoi abbandonare così, la vedi? Vedi come sta? Tu e le tue maledette cazzate sullo stare uniti dove sei ora che le servi!-

Passa il tempo, solo il vento e il rumore di Will che batte su quelli che ormai sono i resti di un carro, lei non se ne è ancora andata, anche se la sua mente sta volando oltre, è ferma accanto al cavallo da chissà quanto, spalle a noi sguardo all’orizzonte sul sole che tramonta, forse sta piangendo.

Sento una mano sulla spalla è Will, ha rabberciato una croce, indica il cappello, anche se non credo in queste cose, forse il vecchio si e a giudicare dai risultati che ho ottenuto forse aveva ragione, annuisco con la testa, lui prende il cappello, pianta la croce e ce lo appoggia sopra, all’improvviso una folata di vento più forte lo solleva, facendolo prima volare sopra di noi e poi rotolare a fianco alla ragazza, fino alle mani di una figura stagliata contro sole che lo raccoglie e lo calza…

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